Fonte foto: pixabay

Dal ritorno dei talebani al potere, le donne sono sparite dalla circolazione in Afghanistan. Temono violenze. Prevedono di perdere i diritti fino ad oggi conquistati: quello di andare a scuola, a lavorare, di ascoltare la musica, di cantare, di andare al cinema, di uscire, di non coprirsi completamente con il burqa. Tali attività non erano consentite sotto il regime dei fondamentalisti, durante il governo del Paese dal 1996 al 2001.

Oggi, a Kabul, il portavoce dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan, Zabihullah Mujahid, nella sua prima conferenza stampa ha espresso una maggiore apertura dei talebani ai diritti delle donne, precisando che ciò avverrà sempre nel rispetto della sharia, che per i musulmani è la “legge di Dio”, un insieme di principi, secondo i fedeli dettati da Dio, che deve ispirare i comportamenti e le condotte di vita.

“Le nostre sorelle potranno beneficiare dei loro diritti. Possono svolgere attività in diversi settori e aree diverse, sulla base delle nostre norme e regolamenti, dell’istruzione, della salute e di altre aree, e faranno parte del governo. Lavoreranno con noi, e vorremmo rassicurare la comunità internazionale che non ci sarà alcuna discriminazione contro le donne, ma ovviamente sempre all’interno dei quadri che noi abbiamo”, ha detto Zabihullah Mujahid ai microfoni della stampa.

Il gruppo fondamentalista ha poi annunciato la fine delle ostilità con una “amnistia generale” e ha rassicurato i funzionari e i collaboratori del precedente governo che “le loro proprietà saranno salvate e il loro onore e le loro vite saranno al sicuro”. “Non vogliamo nemici interni o esterni”, ha  detto Zabihullah Mujahid. E ha aggiunto: “Nessuno degli Stati Uniti o della comunità internazionale sarà danneggiato”.

Il portavoce ha inoltre detto che i talebani si impegneranno a fermare la produzione di droga. L’Afghanistan è uno dei principali produttori di oppio a livello mondiale. La maggioranza della popolazione, le donne, restano scettici. Come la gran parte dei Paesi della comunità internazionale, che sta valutando se riconoscere il governo dei talebani e come attivarsi per proteggere gli afghani che hanno collaborato in 20 anni di missione internazionale e per tutelare i diritti di chi resta nel Paese o sta scappando in cerca di protezione internazionale.

Il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Mario Draghi, oggi ha tenuto un colloquio telefonico con la cancelliera Merkel per discutere della protezione umanitaria di quanti hanno collaborato con le istituzioni italiane e tedesche in questi anni e delle categorie più vulnerabili, a partire dalle donne afghane. Secondo quanto comunicato con una nota, sono state inoltre approfondite le possibili iniziative da adottare nell’ambito Unione Europea, G7 e G20, a favore della stabilità dell’Afghanistan e a tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali conseguite negli ultimi venti anni.

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