Quasi il 70% dei votanti ha detto “Sì” al taglio dei parlamentari. È questo il risultato del referendum che ha chiesto agli elettori italiani di esprimersi sulle modifiche degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione. A partire dalla prossima legislatura il numero dei deputati alla Camera passerà da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200.

Alle urne si è presentato circa il 54 % dei votanti e la maggioranza si è espressa a favore della riforma che garantirà una riduzione del 36,5% dei parlamentari. Soddisfazione per il risultato esprimono dal Movimento cinque stelle. “Un risultato storico”, per Luigi Di Maio. “Si conferma che il Partito democratico è la forza del cambiamento”, ha commentato in conferenza stampa il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. “Con la vittoria del Sì – ha aggiunto – si apre ora una stagione di riforme e con gli alleati faremo di tutto perché questa stagione di riforme vada avanti spedita. Il sì è la garanzia che ora si apre il cantiere”. Per rendere operativo il taglio, infatti, sarà necessario – come riporta il Governo – “un modestissimo adeguamento della legislazione elettorale senza alcuna alterazione del sistema elettorale vigente”.

La riduzione del numero dei parlamentari comporta che i senatori che saranno eletti per ogni regione o provincia autonoma passeranno da 7 a 3, ad esclusione della Valle D’Aosta e del Molise, dove resteranno rispettivamente 1 e 2. Sulla base delle stime del Governo, sarà eletto un senatore ogni 302.420 abitanti (non più ogni 188.424), mentre per la Camera sarà eletto un deputato ogni 151.210 abitanti (non più ogni 96.006).

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