Che Campionato sarà: tra pandemia e regole “in… certe”

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Campionato iniziato, calciomercato chiuso, pandemia in corso. Cosa ci attende? Difficile dirlo, o forse sì. Di sicuro ci saranno ancora partite rinviate per positività di qualche calciatore, ma basta assistere a “teatrini” come quello tra Figc, Lega, Juventus, Napoli e Governo. È lecito chiedersi il perché di tanta confusione, acclarato che il protocollo sottoscritto tra Governo e Figc chiama in causa l’intervento dell’autorità sanitaria locale in caso di possibili cluster tra le squadre di calcio. Se l’intervento, in questo caso dell’Asl di Napoli, impone il divieto alla squadra di calcio di lasciare la città per evidenti casi di contagio, e la stessa squadra è tenuta a rispettare il divieto imposto, visto che ci sono anche ripercussioni penali in caso contrario, non si capisce perché tanto “bailamme” intorno ad un evidente caso di rinvio dell’incontro di calcio.

Lealtà sportiva, bella parola. Ma cosa significa? Venire a Torino, scendere in campo e contagiare anche gli avversari? Che a loro volta propagheranno il contagio tra le mura domestiche e non solo? Le solite “norme” all’italiana. Si impari da questa querelle a fare chiarezza una volta e per tutte. Decide la Figc? La Lega? Le Asl? Il Governo? Decidete, ma subito e con estrema chiarezza. O diventeremo zimbelli anche nella “fabbrica” del calcio.

Il campionato, intanto, è già iniziato e, come detto, non senza intoppi. Presto per fare considerazioni di merito. Ma dall’esito del calciomercato appena concluso qualche considerazione in più c’è. Napoli e Juventus, sulla carta, sono quelle che hanno “centrato” gli obiettivi di mercato. Se De Laurentis ha rinforzato l’attacco con il “fulmine” nigeriano, non stupisce nessuno il passaggio di Chiesa a Torino, sponda bianconera. Gli annali del calcio sono pieni di storie simili. Bandiere, o presunte tali, che lasciano il loro “trono” per inseguire il dio denaro. Il calcio è un’industria, fattura e versa soldi allo Stato. Come qualsiasi altra impresa. O almeno dovrebbe essere così.

E dietro Juve e Napoli? Di sicuro l’Inter, l’eterna incompiuta, o forse quest’anno è compiuta. Staremo a vedere. Di certo è più forte e meno traballante dell’anno scorso. Ma bisogna “oliare” i meccanismi, lo scudetto si vince senza commettere errori. Troppi errori. L’Atalanta? resta in pole position per quello che ha fatto vedere lo scorso campionato e per come ha iniziato quello appena cominciato: resta una macchina da gol straordinaria, perfetta e con un tecnico che conosce a perfezione i suoi giocatori. Esce uno e entra un altro perfettamente ben consapevole di quello che deve fare in campo. Quando il Gasp cercherà lidi più blasonati, state certi che si scatenerà un’asta pur di accaparrarselo. Troppo bello il gioco della Dea, come lo fu quello del Napoli di Sarri.

Infine, tralasciando la parte bassa dell’attuale classifica dove merito un plauso il Benevento del SuperPippo nazionale che ha già fatto capire che la nuova avventura in Serie A non sarà quella di tre anni fa quando i sanniti raccolsero un considerevole numero di sconfitte; sarà un lotta senza confini per la sopravvivenza nella massima serie tra un numero cospicuo di squadre: dal Cagliari al Torino alla Samp, dal Genoa al Bologna e allo Spezia, dal Crotone al Parma all’Udinese, il Sassuolo e il Verona. Chi più chi meno tra quelle che lasceranno la A a fine stagione a quelle che stupiranno centrando salvezza o Europa. Nel mezzo, invece, c’è il Milan e le due romane. Il primo ha messo in atto una vera propria rivoluzione giovanile. Al centro il totem svedese a fare da chioccia, intorno una nidiata di promettenti o già affermati giocatori di livelli. Può essere la “sorpresa” di questa Serie A e i numeri, per ora, danno ragione alla dirigenza e al tecnico Pioli. Su Lazio e Roma i dubbi maggiori. La prima appare molto più debole dell’anno scorso, almeno dal punto di vista del gioco. La seconda ha trovato forse gli innesti giusti da mettere in campo, ma Fonseca deve trovare tempo e ritmi per mettere a posto tutti gli ingranaggi. Il tempo è poco, il campionato è già iniziato.

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