Un Paese piccolo piccolo

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Cosa hanno in comune il caso di Giulio Regeni in Egitto e il sequestro dei pescatori di Mazara del Vallo in Libia? Nulla. Se non la consapevolezza del cittadino comune di vivere in un Paese piccolo piccolo. E la conclusione più logica cui giunge qualunque italiano di buon senso.

Tutti si chiedono, giustamente, chi e perché ha torturato e ucciso Regeni. Tutti si chiedono, giustamente, chi e perché ha sequestrato i pescatori italiani. L’italiano comune non sa darsi risposte e le chiede, ovviamente, a chi in questo Paese è delegato dal popolo sovrano a guidare la nazione e proteggere i cittadini. Eppure, sul caso Regeni assistiamo ad un processo in Italia contro imputati assenti e al Cairo ad un processo-farsa senza un colpevole. O meglio, colpevoli già defunti. Che non potranno confermare o smentire nulla. Sui pescatori di Mazara, poi, il silenzio più assordante che un Paese civile (ma l’Italia lo è?) possa subire.

Stavamo meglio quando stavamo peggio? Lo pensano in molti, ricordando il piglio deciso di Craxi con il quale negò agli Usa di utilizzare la base di Sigonella per un raid contro Gheddafi. Certo, le due questioni (Regeni e i pescatori di Mazara) sono differenti. Eppure c’è da chiedersi: perché l’Italia non ritira il suo ambasciatore al Cairo e interrompe le relazioni diplomatiche con un Paese retto da un Governo che non conosce il significato della parola democrazia? Perché il nostro Governo non alza la voce a Bruxelles chiedendo agli Stati membri atti concreti contro la polveriera Libia, destinataria di aiuti dall’Europa che spesso finiscono altrove? A proposito: anche dei pescatori turchi sono stati sequestrati, ma rilasciati in poche ore (per il pagamento di un riscatto?) forse perché Erdogan ha deciso di entrare nella “discussione” Libia e farne un suo protettorato?

Resta solo l’amarezza che i familiari di Giulio Regeni forse non conosceranno mai la verità sulla morte del loro congiunto (cittadino italiano). E resta l’amarezza per i familiari dei pescatori di Mazara del Vallo (cittadini italiani) che non potranno trascorrere il Natale con i loro cari. E resta l’amara consapevolezza che l’Italia è un Paese piccolo piccolo, con il suo Governo e il suo Parlamento lontani dalle necessità di una democrazia e di un Paese che ancora in tanti considerano civile.

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