Fonte foto: Abbracci clandestini (Facebook)

Domani e lunedì in Italia si voterà per le elezioni amministrative e a Napoli le scuole adibite a seggio elettorale resteranno chiuse per dieci giorni. Per consentire le operazioni di disinfezione degli istituti, si è disposto che gli alunni potranno ritornare in classe lunedì 11 ottobre. Dopo una lunga assenza dai plessi scolastici a causa del Covid19, a due settimane dall’inizio delle lezioni in presenza, a Napoli molti alunni dovranno quindi ancora fare a meno della scuola, con conseguenti disagi anche per le famiglie.

“E’ stato superato ogni limite di ragionevole utilizzo per fini elettorali dei plessi scolastici”, sbottano i genitori di “Usciamo dagli Schermi” e “Rete genitori Cuoco-Schipa”, che ieri hanno protestato nel centro cittadino. “Tale impatto non è più sostenibile per genitori, famiglie, lavoratori e lavoratrici. Questa scelta rileva quanto le istituzioni siano scollate dai bisogni del territorio e dalle esigenze di bambin* e ragazz*”, affermano le organizzazioni promotrici della manifestazione.

“Nessun tipo di attività – sostengono i genitori – è stata messa in campo per individuare immobili da destinare al funzionamento dei seggi elettorali in alternativa all’ordinario utilizzo di strutture scolastiche, nonostante siano stati stanziati finanziamenti da parte dello stato ai comuni per trovare sedi più appropriate. In via esemplificativa, alcuni tipi di edifici che potrebbero ospitare sezioni elettorali potrebbero essere uffici comunali e sale consiliari; biblioteche e impianti sportivi, comprese le palestre scolastiche, se il loro uso come seggio non impedisca l’attività didattica. Questo mostra come e quanto la scuola sia considerata un elemento sacrificabile e non prioritario, un approccio evidenziato dall’atavico problema del mancato avvio del servizio mensa e del tempo pieno scolastico”.

“Comprimere le date delle operazioni elettorali e/o di sanificazione non è purtroppo una
competenza del sindaco e/o dell’assessore”, si difende l’assessore all’Istruzione del Comune di Napoli, Annamaria Palmieri. Nella risposta alla nota con cui la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Cuoco-Schipa, Angela Longo, ha chiesto di accelerare le procedure di sgombero e disinfezione dei seggi, Palmieri ha prima chiarito che “le operazioni di sanificazione dopo la chiusura dei seggi sono svolte in sinergia tra Asl Na1 Centro e Comune (tramite la partecipata Napoli Servizi)”, poi ha sottolineato che il calendario delle pulizie “è pianificato dalle Aziende sulla base delle risorse di cui dispongono”.

Stando ai numeri forniti dall’assessore, sono 883 i seggi elettorali a Napoli e investono oltre 200 plessi scolastici. Secondo il calendario disposto dall’Asl, la disinfezione avverrà nei giorni 6,7 e 8 ottobre. I genitori vorrebbero il ripristino della regolare attività scolastica a partire dal 7 ottobre. “Man mano che le scuole saranno oggetto di disinfezione potranno riaprire, in base al calendario che esse stesse comunicheranno ai genitori”, ha detto Palmieri, che ha poi puntato il dito contro la scelta della data elettorale: “Comprendo il vostro disagio – afferma – e mi associo all’auspicio che i prossimi momenti elettorali scelgano periodi meno dannosi per i nostri studenti ovvero consentano una programmazione di lungo periodo, coordinata come è norma dal Prefetto, per identificare molte soluzioni logistiche alternative in più, cosa sinora non resasi possibile in nessuna delle grandi città italiane”.

Sulla questione è intervenuta anche l’assessore regionale alla Scuola, Lucia Fortini: “Ho chiesto all’Asl Napoli 1 centro di ottimizzare, accelerare e compattare le operazioni di pulizia di tutti i plessi occupati dai seggi elettorali nei giorni di mercoledì 6 e giovedì 7, consentendo a tutti gli studenti di rientrare a scuola, al più il giorno 8”, ha comunicato Fortini rispondendo al reclamo dalla dirigente scolastica del Cuoco-Schipa. “L’effettiva possibilità di realizzare le attività di disinfezione degli spazi e dei plessi scolastici dedicati alle operazioni di voto – ha però sottolineato l’assessore – è tuttavia subordinata ai tempi di sgombero di competenza esclusiva del Comune di Napoli”.

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