Così l’ha chiamata Trump la guerra tra Iran e Israele, la “guerra dei 12 giorni”, annunciando ieri il cessate il fuoco dopo che l’Iran aveva lanciato un attacco missilistico sulla base statunitense di Al Udeid in Qatar in risposta agli attacchi Usa contro tre siti nucleari iraniani.
Dopo 12 giorni di fuoco incrociato tra Israele e Iran – scontri iniziati dopo che Israele ha avviato la sua offensiva nella notte tra il 12 e il 13 giugno– è entrato in vigore, dopo una notte di pesanti attacchi, il cessate il fuoco. “Completo e totale”, ha affermato Trump nell’annunciarlo. Ma non è durato molto. In Israele le sirene hanno iniziato a suonare dopo poche ore. “Sirene suonano nel nord di Israele a causa del lancio di missili dall’Iran”, hanno comunicato le forze di difesa israeliane.
🚨 Sirens sounding in northern Israel due to missile fire from Iran 🚨 pic.twitter.com/woGhqD7VCK
— Israel Defense Forces (@IDF) June 24, 2025
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha detto che risponderà “con forza alla violazione del cessate il fuoco da parte dell’Iran con attacchi intensi contro obiettivi del regime nel cuore di Teheran”. “Teheran tremerà”, scrive su X, il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, sui suoi account social.
Ma l’Iran nega: “Non ci sono prove ufficiali che confermino che le forze armate iraniane abbiano lanciato l’ultimo missile. In cambio, l’esercito nemico israeliano si sta muovendo verso la violazione dell’accordo e ne sopporterà tutte le conseguenze…”
🔴لا يوجد أي دليل رسمي يؤكد أن القوات المسلحة الإيرانية هي من أطلقت الصاروخ الأخير.
في المقابل، جيش العدو الإسرائيلي يتجه لخرق الاتفاق، وسيتحمّل تبعات ذلك بالكامل…
— إيران بالعربية (@iraninarabic_ir) June 24, 2025
E anche la tv di stato iraniana smentisce: “Neghiamo la notizia del lancio di missili dall’Iran verso i territori occupati dopo l’imposizione del cessate il fuoco all’entità sionista”.
