È una disputa che va avanti dagli inizi del 1900 quella tra Cambogia e Thailandia. Riguarda il confine che fu tracciato tra i due Paesi dopo l’occupazione francese della Cambogia, mai accettato in pieno dalla Thailandia. Dopo anni di scontri sporadici, le tensioni si sono aggravate da maggio scorso, quando fu ucciso un soldato cambogiano in uno scambio di colpi di arma da fuoco, e oggi sono sfociate nel peggiore conflitto mai registrato in oltre un decennio.
Nelle ultime 24 ore attacchi aerei sono stati sferrati dall’esercito thailandese, che ha bombardato anche a ridosso del tempio di Preah Vihear, un tempio risalente al periodo compresso tra l’undicesimo e dodicesimo secolo, rientrante in territorio cambogiano, e uno dei punti più contesi tra i due Paesi. La Thailandia ha accusato la Cambogia di aver aperto il fuoco su zone civili. La Cambogia invece ha accusato la Thailandia (che non ha smentito) di utilizzare munizioni a grappolo, vietate in gran parte del mondo a causa del loro effetto indiscriminato sulla popolazione civile.
Sono almeno 16 le persone uccise negli ultimi scontri: la Thailandia ha dichiarato che 14 civili e un soldato hanno perso la vita, mentre le autorità della Cambogia hanno affermato che almeno un civile è stato ucciso a Oddar Meanchey. Gli scontri hanno provocato anche decine di migliaia di sfollati. I due Paesi si sono accusati a vicenda di aver sparato per primi giovedì 24 luglio: la Thailandia sostiene che lo scontro sia iniziato quando l’esercito cambogiano ha schierato dei droni per sorvegliare le truppe thailandesi nei pressi del confine, la Cambogia invece sostiene che i soldati thailandesi hanno dato inizio al conflitto violando un accordo precedente, avanzando verso un tempio khmer-indù nei pressi del confine.




