Fonte foto: Pixabay

Nel 2021 c’è stato un aumento significativo di episodi antisemiti nella maggior parte dei Paesi con una grande comunità ebraica. Negli Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito, in Germania e in Australia si è registrato il più forte aumento. E’ quanto emerge dal rapporto “Antisemitism Worldwide Report 2021” dell’Università di Tel Aviv.

Il rapporto, elaborato del Center for the Study of Contemporary European Jewry della Facoltà di Lettere, viene pubblicato ogni anno in occasione della Giornata della Memoria – Yom HaShoah – la giornata in cui si commemorano i 6 milioni di ebrei uccisi dai nazisti durante dal seconda guerra mondiale. La relazione si basa sull’analisi di dozzine di studi provenienti da tutto il mondo e su informazioni provenienti da forze dell’ordine, media e organizzazioni ebraiche.

Negli Stati Uniti – secondo Paese al mondo per numero di ebrei, dopo Israele – è stato quasi il doppio rispetto al 2020 il numero dei crimini di odio contro gli ebrei registrato a New York e Los Angeles. In Francia, il numero di casi è aumentato di quasi il 75%. In Germania, è aumentato del 29% rispetto al 2020 e del 49% rispetto al 2019. Nel Regno Unito le aggressioni fisiche accertate contro ebrei sono aumentate del 78%. In Australia si sono registrati 88 episodi antisemiti in un solo mese, a maggio.

Secondo il rapporto dell’università di Tel Aviv, l’aumento degli episodi antisemiti è stato causato da “movimenti politici radicali di sinistra e di destra e dall’incitamento sui social media”. “La preoccupazione più grave – poi si riporta – è il dark web, che ospita gli estremisti e dove i contenuti antisemiti sono diffusi liberamente e apertamente”. Tra le cause che avrebbero contribuito a questo incremento dei casi di antisemitismo vengono annoverati anche gli scontri avvenuti nel 2021 tra Israele e militanti palestinesi e la proliferazione di teorie del complotto sulla pandemia di Covid-19. “Proprio all’inizio della pandemia nel 2020, le teorie del complotto hanno iniziato a germogliare in tutto il mondo, incolpando gli ebrei e Israele per aver diffuso il virus”, si afferma nella relazione.

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