Fonte foto: Laura Ferrara (Facebook)

Edifici ridotti in macerie, persone accampate in strada, la ricerca senza sosta dei sopravvissuti. Più di mille persone risultano morte e il bilancio delle vittime è ancora provvisorio. E’ il Marocco ferito dal terremoto.

Sono 6,8 i gradi registrati sulla scala magnitudo alle 23,11 (ora locale) della notte passata. L’epicentro è stato localizzato a circa 70 chilometri da Marrakech, a 10 chilometri di profondità, lungo la catena dell’Atlante.

“Il Marocco – scrive l’Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – è interessato da un’intensa sismicità attestata da molti secoli. Gli eventi più rilevanti si concentrano lungo la costa del Mediterraneo e lungo i monti dell’Atlante”. Risale al 1624 un terremoto di  magnitudo simile, di 6.7. Nel 1960, invece, un sisma di magnitudo 5.7 riuscì a provocare 15mila vittime e a distruggere un’intera città, Agadir.

Completamente ricostruita, Agadir è stata pesantemente danneggiata anche questa volta. Le sue mura storiche oggi si presentano con delle crepe e a tratti sbriciolate.

In una conferenza stampa, il ministro dell’Interno del Marocco ha detto che la maggior parte delle vittime e dei danni si è registrata in 6 province, un’area in cui vivono circa 10milioni di persone e dove ci sono zone rurali e montuose più difficili da raggiungere.

A Marrakesh è parzialmente crollata la moschea e risulta danneggiato il suo minareto che svetta sulla famosa piazza Jemaa el Fnaa.

L’Algeria ha annunciato che è disposta a fornire aiuti umanitari al Marocco, secondo quanto riporta Reuters. Una apertura importante, visto che una controversia diplomatica due anni fa aveva portato l’Algeria a chiudere i rapporti con il Marocco.

Al termine di una riunione convocata presso il palazzo reale, il re del Marocco Mohamed VI ha proclamato tre giorni di lutto nazionale.

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