Una guerra intervallata da tregue più o meno lunghe, ma che sostanzialmente non finisce mai, quella tra israeliani e palestinesi. Nelle prime ore di sabato 7 ottobre decine di razzi sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza verso il territorio israeliano. Questa volta, però, gli attacchi sono avvenuti anche via terra, con incursioni di gruppi armati che hanno iniziato a sparare nei centri abitati e a sequestrare persone, come mostrano diverse immagini catturate dai residenti.


Secondo i servizi di emergenza, nell’attacco sarebbero state uccise almeno 250 persone e altre centinaia sarebbero rimaste ferite, alcune in condizioni disperate.

Hamas ha rivendicato l’attacco: il gruppo militante islamista palestinese ha “deciso di dire basta”, ha affermato il suo comandante Mohammed Deif. In un post su Telegram un portavoce della Jihad islamica che opera a Gaza, Abu Hamza, ha affermato: “Possediamo molti soldati sionisti che sono prigionieri nelle nostre mani”. Sarebbero stati requisiti dai combattenti della Brigata Quds, braccio armato della Jihad islamica.

Secondo quanto riporta The Times of Israel, il principale portavoce delle forze di difesa israeliane, Daniel Hagari, ha confermato in un incontro con la stampa che delle persone erano state portate nella Striscia di Gaza e che alcuni soldati israeliani sono stati uccisi nei combattimenti.

“Siamo in guerra”, ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. ” Il nostro primo obiettivo è eliminare le forze ostili”, ha detto. Il secondo “è esigere un prezzo immenso dal nemico, anche all’interno della Striscia di Gaza”, ha poi aggiunto .E la risposta dello stato ebreo non si è fatta attendere.

Quasi 200 persone sono state uccise negli attacchi israeliani di ritorsione nella Striscia di Gaza, secondo i dati forniti dai funzionari locali e riportati dalla Bbc.

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