Ha sparato di continuo, contro chiunque si trovasse davanti, e ha finito con un nuovo colpo una persona ferita che era inerme a terra, sul pavimento, nel centro di Bruxelles. Nella serata del 16 ottobre, un uomo con un giubbotto arancione è arrivato sul Boulevard d’Ypres in sella a una moto e, con un fucile in pugno, ha iniziato a sparare. Due svedesi sono stati uccisi e un terzo è rimasto gravemente ferito nell’attacco. A circa a 5 km lo stadio era pieno per la partita di qualificazione a Euro 2024 tra il Belgio e la Svezia.

Un’uccisione barbara, spietata, fredda, catturata da immagini registrate a distanza, che fa ripiombare l’Occidente nel terrore. Abdesalem Lassoued, un uomo di 45 anni di origini tunisine, ha pubblicato un video online in cui ha rivendicato l’attentato, dice di aver ucciso persone in nome di Dio e afferma di ispirarsi allo Stato Islamico.

L’attentato di Bruxelles riapre una ferita, quella procurata dal terrorismo islamico, in un momento in cui il mondo vive nel pieno di guerre con inevitabili ricadute a livello globale.

Secondo quanto riportano i giornali locali, Abdesalem Lassoued si trovava illegalmente in Belgio, dopo che la sua domanda di asilo era stata respinta nel 2020. Stamattina è stato ucciso dalla polizia a colpi d’arma da fuoco, mentre si trovava in un bar nel quartiere di Schaerbeek. Il ministro dell’Interno belga Annelies Verlinden ha detto che l’arma automatica che gli è stata trovata addosso era la stessa usata nell’attacco di lunedì.

Da ieri a Bruxelles è massima allerta terrorismo. E l’allarme è stato diffuso anche in Svezia.

Il ministero degli Esteri svedese, Tobias Billström,  ha inviato un messaggio di testo ai cittadini svedesi in Belgio invitandoli a “essere vigili” e ha poi rilasciato una dichiarazione in cui invita tutti gli svedesi all’estero a prestare attenzione. “Tutto suggerisce che si tratti di un attacco terroristico mirato alla Svezia e ai cittadini svedesi”, ha detto il primo ministro Ulf Kristersson.

In Svezia l’allerta per minaccia terroristica è alta da agosto, dopo che nel corso di diverse manifestazioni era stato dato alle fiamme il Corano. I roghi del libro sacro dei musulmani hanno scatenato nelle settimane successive diverse proteste in Paesi a maggioranza musulmana. Le contestazioni, minacce e intimidazioni hanno portato la Svezia ad alzare il livello di allerta per il terrorismo a 4 su 5, che indica una “minaccia elevata”.

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