“Io penso che questa sia la morte dell’umanità”, afferma Mohsen Sarhan, ceo della Banca alimentare egiziana. Si trova sul lato egiziano del valico di Rafah, al confine con Gaza. È lì che aspetta da giorni insieme ad altri operatori. Dietro di lui ci sono i tir fermi, incolonnati, carichi delle forniture di emergenza, in attesa di ottenere il permesso per entrare nella Striscia.

“Questo è il minimo che possiamo fare”, afferma Kareem Elsayed Sarhan: attendere l’apertura del confine per distribuire i beni di prima necessità ai palestinesi.

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Sono amareggiati gli operatori. Perché, mentre loro sono bloccati lì, a Gaza le persone sono senza acqua, senza carburante ed elettricità. “Allow aid to Gaza”, hanno scritto su uno striscione. Tradotto: “Consenti gli aiuti a Gaza”. E continuano ad intonare cori che invocano l’apertura dei confini per fornire gli aiuti.

“Abbiamo più di 200 camion e ce ne sono altri in srrivo e noi abbiamo i depositi pieni di aiuti”, afferma Kareem Elsayed Sarhan nel commentare le notizie secondo le quali potranno entrare 20 camion quando il confine sarà aperto.

Israele continua, intanto, a bloccare la fornitura di acqua, elettricità e carburante verso Gaza. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, dopo la visita di ieri ad Israele ha annunciato: “Ho parlato con il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi per approfondire il nostro coordinamento sulla fornitura urgente di assistenza umanitaria ai civili a Gaza. Insieme, lavoreremo per preservare la stabilità nella regione, prevenire l’escalation e creare le condizioni per una pace duratura”. Ha poi annunciato che dagli Stati Uniti arriveranno 100 milioni di dollari per l’assistenza umanitaria a Gaza e in Cisgiordania. “Questo denaro – ha sottolineato – sosterrà oltre 1 milione di palestinesi sfollati e colpiti dal conflitto. E disporremo di meccanismi affinché questi aiuti raggiungano coloro che ne hanno bisogno, non Hamas o i gruppi terroristici”.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha detto che “Israele non impedirà l’assistenza umanitaria dall’Egitto, purché si tratti solo di cibo, acqua e medicinali per la popolazione civile situata nella Striscia di Gaza meridionale o che si sta evacuando verso la città, e purché queste forniture non arriveranno ad Hamas. Qualsiasi rifornimento che raggiunge Hamas sarà impedito”.


Nel fornire aggiornamenti sull’incontro con Biden, Netanyahu ha poi precisato: “Non permetteremo assistenza umanitaria sotto forma di cibo e medicinali dal nostro territorio alla Striscia di Gaza”.

Intanto Israele continua a bombardare pesantemente Gaza, anche in quel Sud verso il quale ha chiesto ai palestinesi del Nord di dirigersi. Centinaia di migliaia di persone hanno abbandonato le proprie case, ma non si sentono più al sicuro in nessun posto.

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