“I voted” stickers in English and Spanish, Virginia, USA, November 2014. (Organization for Security and Co-operation in Europe (OSCE) photo.)

Dopo il trionfo in Iowa, Trump ha vinto a sorpresa le primarie anche nel New Hampshire. Doppia vittoria per lui, dal 1980 nessun candidato non in carica ci era riuscito negli Stati Uniti: Donald Trump è il primo candidato repubblicano in oltre quaranta anni ad aver conquistato i primi due stati. Secondo il New York Times, il New Hampshire era, almeno sulla carta, uno stato molto più favorevole a Nikki Haley – unica rivale del magnate dopo il ritiro di Ron De Santis – che a Trump. Nonostante il distacco dalla Haley sia apparso inferiore rispetto ai sondaggi della vigilia, il Tycoon ha vinto le primarie di partito nello stato della costa nord-orientale con quasi il 55% dei voti, contro poco più del 43% dei consensi incassati dalla Haley.
Secondo il Washington Post, il risultato confermerebbe la tenuta della presa di Trump sull’elettorato repubblicano, acuendo i dubbi sulle chances di Haley.

La sfidante di Trump

Nonostante la sconfitta, l’ex ambasciatrice Onu 52enne, dopo il voto ha promesso: “Questa corsa è lungi dall’essere finita, ci sono ancora decine di stati e il prossimo è la mia amata South Carolina”. Tuttavia, sembrerebbe che Nikki Haley nel suo “home-state”, dove è stata due volte governatrice e dove si voterà tra un mese, sia in forte svantaggio sull’ex presidente, di circa 30 punti: la sua corsa rischia di finire proprio dopo una eventuale sconfitta nel South Carolina. L’ex ambasciatrice, dopo essersi congratulata con Trump per la vittoria nel New Hampshire, ha lanciato una chiara sfida proprio al Tycoon: “L’incoronazione di Trump sarebbe una vittoria per Biden”, ha avvertito. Aggiungendo: “E il South Carolina non vuole un’incoronazione, vuole un’ elezione”, lasciando intendere la sua intenzione di non arrendersi affatto.

L’insofferenza di Trump e gli attacchi a Biden

Subito dopo il successo, l’ex presidente Trump, parlando con la Fox, si è detto “onorato” della vittoria e convinto che il partito repubblicano sia molto unito dietro la sua candidatura. A proposito della sua unica sfidante, Haley, non ha nascosto insofferenza per la presenza dell’ex ambasciatrice che – a suo dire – “dovrebbe lasciare la corsa” perché, in caso diverso, si vedrebbe costretto a sprecare soldi che potrebbero essere utili nella battaglia contro Biden. Non sono mancate parole di scherno per il presidente: “Abbiamo battuto Biden ma, d’altra parte, chi non lo batterebbe? Non riesce a mettere due parole in fila, non riesce a camminare”, così Trump parlando del 46esimo presidente USA.

La vittoria di Biden per acclamazione

Nel New Hampshire schiacciante vittoria simbolica, invece, per il presidente degli Usa, in uno stato dove non era nemmeno candidato. Joe Biden ha vinto le primarie dem che si sono tenute fuori dal calendario del partito democratico, anche se il suo nome non era sulla scheda a causa della polemica tra il partito nazionale e quello del New Hampshire sulla data in cui svolgere il voto. La campagna ‘write-in’ per farlo votare e vincere lo stesso ha funzionato perfettamente anche se il suo sfidante, il deputato del Minnesota Dean Phillips, ha incassato circa un quinto dei voti.

Poco più di centomila i democratici recatisi alle urne. Di questi, oltre la metà degli elettori ha scritto di proprio pugno il nome del Presidente sulla scheda, meno del 20% hanno votato il suo rivale, unico nominativo in lista. “Ora è chiaro che Donald Trump sarà il candidato repubblicano e il mio messaggio alla nazione è che la posta in gioco non potrebbe essere più alta: la nostra democrazia. Le nostre libertà personali, dal diritto di scelta delle donne al diritto di voto, la nostra economia…tutto questo è in gioco”, ha dichiarato Biden ringraziando gli elettori delle primarie democratiche che hanno votato per lui.

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