Fonte foto: Giovanni Nappi

Quella dei tamponi per il Covid continua ad essere una nota dolente in Campania. L’affidamento degli esami a laboratori privati (accreditati dalla Regione Campania) sta generando nuove problematicità. Tra le diverse che stanno emergendo, c’è quella dei costi.

Ammonta a 160 euro la cifra che sarebbe stata richiesta a una donna positiva al virus e ai suoi familiari. A raccontare la storia è Pina Tommasielli, medico che fa parte della task force regionale per l’emergenza Covid. “Dottore’ mia figlia è positiva. Anche io e mio marito (contatti stretti) dobbiamo fare il tampone? Davanti alla mia risposta affermativa – rivela Tommasielli -, dopo un imbarazzato silenzio, la signora mi confessa che per farlo al laboratorio ci vogliono 160 Euro che loro non hanno. L’Asl e lontana e non hanno l’auto”. Tommasielli chiede “subito i tamponi rapidi antigenici gratuiti in mano ai medici di famiglia!”.

URLA DAL TERRITORIO SOFFERENTE:Dottore’ mia figlia è positiva. Anche io e mio marito (contatti stretti) dobbiamo…

Pubblicato da Pina Tommasielli su Sabato 17 ottobre 2020

La storia riportata dal medico della task force regionale, è la stessa che stanno raccontando in tanti negli ultimi giorni. E fa riflettere sulla necessità di intervenire per stabilire una tariffa unica per l’esecuzione dei tamponi o, quantomeno, un tetto massimo di prezzo. Se i tamponi non cambiano, le modalità di esame anche, e il personale da impiegare per processarli è lo stesso, non si spiega perché ci sono privati che chiedono 50, altri 100, e qualcuno addirittura 160 euro.

Al problema dei costi si aggiunge quello delle file che si stanno creando all’esterno dei centri privati dalle prime luci del giorno. Arriva da Casalnuovo l’immagine di persone in coda dalle 5 all’esterno di un laboratorio, lo stesso che nei giorni scorsi aveva dovuto sospendere il servizio per la ressa e a cui poi il sindaco ha concesso una spazio comunale che, a quanto pare, non è bastato a risolvere il problema. A pubblicare sui social l’immagine della situazione che si presentava all’alba di oggi è stato il consigliere comunale Giovanni Nappi. “Da giorni e dalle 5 del mattino – scrive Nappi su Facebook – file per il tampone presso struttura privata. Magari arrivi negativo e te ne ritorni positivo. Spero vedano il post gli organi competenti e preposti al controllo e alla sicurezza del territorio”.

“La gente che va lì e perché l Asl non è presente e non può aspettare chiusa in casa decine di giorni”, gli risponde Stefania. I tempi di attesa per un tampone presso le strutture pubbliche adibite sono ancora troppo lunghi, e a rivelarlo non è solo Stefania. Per ridurre le attese e evitare le code, l’Asl Napoli 1 Centro ha deciso che da martedì i tamponi presso la postazione del Frullone potranno essere eseguiti su richiesta del medico curante e solo sui residenti (o domiciliati) nella città di Napoli che saranno stati segnalati – secondo quanto comunicato dall’Asl – dal proprio medico di medicina generale o pediatria di libera scelta, sulla piattaforma informatica già attiva dal 28 marzo scorso. Un sms informerà l’assistito su giorno e orario in cui presentarsi per sottoporsi al tampone.

 

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