Sabato di manifestazioni e, in alcuni casi, tensioni, in varie città d’Italia in solidarietà di Alfredo Cospito, ristretto al 41 bis all’interno del carcere di Opera. Il 55enne pescarese è arrivato a oltre 100 giorni di sciopero della fame. La sua protesta è iniziata il 20 ottobre scorso, contro una misura pensata trent’anni fa per gli appartenenti alla criminalità organizzata, giudicata iniqua e dunque da abolire. All’interno del carcere di Milano, Cospito è attualmente ricoverato nel centro medico, per meglio monitorare le sue condizioni di salute. In attesa che la Cassazione si pronunci il prossimo 24 febbraio, deve scontare 4 anni al carcere duro. L’anarchico è stato condannato per aver gambizzato nel 2012 l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi e fatto esplodere degli ordigni dinanzi una caserma di allievi dei carabinieri a Fossano, vicino Cuneo. Episodio, questo, avvenuto nel 2006.

Le manifestazioni

Univoci gli slogan gridati: “Alfredo Cospito Libero’’, “Abolizione del 41 bis’’, “Tutti libere, tutti liberi’’, “Solidarietà ad Alfredo Cospito’’. E striscioni con su scritti: “41 Bis = Tortura, Ergastolo=Pena di Morte”e “Solidarietà ad Alfredo Cospito, abolire ergastolo e 41 bis”.

A partecipare alle iniziative appartenenti alla galassia anarchica, a partire dal gruppo anarchico Fai-Fri (Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale), di cui fa parte Cospito, anche movimenti di sinistra, comunisti, per il diritto all’abitare.

Il presidio più movimentato a Roma, dove si sono registrati i veri unici momenti di tensione in un weekend che si temeva difficile e che invece s’è dimostrato piuttosto tranquillo nonostante le migliaia di persone in strada. Nella Capitale, dopo la partenza del corteo non autorizzato all’Esquilino, una cinquantina di manifestanti e le forze dell’ordine sono venuti a contatto nella zona del Pigneto con lanci di pietre, bottiglie e l’esplosione di qualche petardo. Incendiata anche una cabina elettrica e una pensilina. Alla fine, risulteranno feriti due giovani con gli organizzatori della manifestazione che accusano gli agenti di averli manganellati. Tre in totale, i fermati. In ogni caso, le condizioni dei ragazzi non sono state giudicate serie.

Lancio di petardi e pietre a Milano, all’esterno del carcere di Opera dove si trova Alfredo Cospito preceduti da un lancio di monetine e gavettoni contro i giornalisti. La situazione, in poco tempo, è tornata alla normalità.

Presidio in piazza Dante e corteo non autorizzato nelle strade turistiche del centro storico anche a Napoli, con circa 200 manifestanti. Dopo alcuni interventi al microfono e le accuse alla stampa – finita nel mirino in tutt’Italia accusata di aver fatto passare un’unica narrazione rispetto alla vicenda Cospito e per questo non è stata rilasciata alcuna dichiarazione a microfoni e taccuini – i manifestanti si sono diretti verso Port’Alba, con un piccolo blocco stradale in zona piazza Bellini, attraversato via dei Tribunali, via Francesco De Sanctis, alla presenza di decine di turisti in procinto di entrare al Cristo Velato e raggiunto piazza San Domenico con i bar e tavolini pieni di gente per l’aperitivo.

La posizione dei manifestanti

“Stanno creando un clima di tensione in tutto il Paese millantando un ritorno agli anni di piombo e che Alfredo dal carcere stesse comandando le masse. Sulle pagine di tutti i giornali leggiamo di pericolosi terroristi e attentatori. I giornali cercano sempre i titoli a effetto. Allo Stato sembra non interessare la vita di Alfredo Cospito”, è l’accusa piovuta ad esempio anche dal presidio di Napoli di sabato pomeriggio organizzato da “Morire di Pena. Per l’abolizione del 41 bis’’.

Ecco poi l’aggiunta: “L’unica domanda da fare è: risulta accettabile l’ergastolo ostativo, il 41 bis con la sostituzione della pena di morte con una pena di morte permanente? Il Governo Meloni e il ministro della Giustizia Nordio eludono la risposta. Cospito ha subìto una condanna all’ergastolo per un atto volutamente dimostrativo in cui nessuno è stato ferito (quello del 2006 a Fossano, ndr.) ed è stato rinchiuso al 41 bis per la partecipazione alla stampa anarchica. Si tratta di una vendetta giudiziaria”. La chiosa dei manifestanti: “Alfredo Cospito ha posto anche la questione di due istituti: dell’ergastolo ostativo e del 41 bis che in Europa Occidentale esiste solo in Italia e che sarebbe stata temporanea e invece è ancora oggi permanente”.

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