I drusi sono “una parte fondamentale del tessuto di questa nazione”. Dopo gli attacchi di Israele al cuore delle Siria, il presidente ad interim Ahmed al-Sharaa in un discorso pubblico trasmesso alla televisione ha assicurato che proteggere i drusi è una sua priorità. Il presidente ha affermato che le forze governative dispiegate a Al Suwayda sono “riuscite a ripristinare la stabilità ed espellere le fazioni fuorilegge nonostante gli interventi israeliani”, che hanno causato, a suo dire, una “notevole complicazione della situazione” e “un’escalation su larga scala”.
Syria’s President Ahmed al-Sharaa in a televised address says protecting Druze citizens and their rights is “our priority,” as Israel vowed to destroy Syrian government forces attacking Druze in southern Syria.
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— Al Arabiya English (@AlArabiya_Eng) July 17, 2025
“Stiamo lavorando per salvare i nostri fratelli drusi e per eliminare le bande del regime”, ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ieri, nel motivare gli attacchi a Damasco in cui sono stati colpiti il ministero della Difesa e un edificio nell’area del palazzo presidenziale. Ma il leader della Siria nel suo discorso pubblico ha respinto qualsiasi tentativo di trascinare i drusi nelle mani di quella che ha definito “una parte esterna”. “Non siamo tra coloro che temono la guerra – ha poi avvertito Al Sharaa -. Abbiamo trascorso la vita affrontando sfide e difendendo il nostro popolo, ma abbiamo anteposto gli interessi dei siriani al caos e alla distruzione”. Sharaa ha concluso il discorso promettendo che il governo “vuole chiamare a rispondere coloro che hanno trasgredito e abusato del nostro popolo druso”.
I media statali siriani intanto hanno riferito che l’esercito si sta ritirando da Al Suwayda in base a un accordo di cessate il fuoco con i leader drusi. Ma non è chiaro se questo accordo sarà mantenuto. Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha dichiarato di aver parlato con tutte le parti coinvolte e di aver “concordato misure specifiche che porranno fine a questa situazione inquietante e orribile”. “Ciò richiederà che tutte le parti rispettino gli impegni presi e questo è ciò che ci aspettiamo pienamente che facciano”, ha affermato.
Da domenica 13 luglio nella città di Al Suwayda (a maggioranza drusa) si stanno registrando scontri tra milizie druse e tribù beduine. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR), organizzazione con sede nel Regno Unito che monitora la situazione in Siria, negli scontri sarebbero rimaste uccise più di 350 persone. A riaccendere le tensioni sarebbe stato il presunto rapimento di un commerciante appartenente alla minoranza drusa, domenica, e dopo due giorni Israele era intervenuto militarmente, affermando che le sue forze stavano cercando di proteggere i drusi e di eliminare le forze filogovernative accusate di averli attaccati.
Altri scontri tra combattenti drusi e le nuove forze di sicurezza siriane si erano registrati ad aprile e maggio e le forze governative furono accusate da residenti e attivisti di aver ucciso civili drusi e di aver compiuto esecuzioni extragiudiziali. I drusi siriani e altre minoranze diffidano di Sharaa per il suo passato jihadista: il gruppo islamista del leader siriana, Hayat Tahrir al-Sham (HTS), era affiliato ad al-Qaeda e ancora oggi è considerato un’organizzazione terroristica dalle Nazioni Unite.




