Pubblicato per la prima volta nel 1999, in California, “La padronanza dell’amore” di Don Miguel Ruiz è un libro che contiene al suo interno le indicazioni necessarie per vivere una vita più autentica e felice, libera dalle aspettative che noi proiettiamo sugli altri e che la società al contempo proietta su di noi. Si potrebbe definire come una vera e propria guida che aiuta a guarire le ferite emotive che ci portiamo dall’infanzia.

Attraverso dodici capitoli, il libro di “saggezza tolteca” avvia all’analisi di particolari problemi legati alla sfera affettiva. Pagina dopo pagina, in modo semplice ed esaustivo, al lettore vengono chiariti i dubbi legati al tematica amorosa. Cosa ci impedisce di vivere nel presente? Perché non riusciamo ad esprimere ciò che sentiamo? Da dove ha origine la paura di amare? Queste sono solo alcune delle domande che all’interno del libro trovano una risposta.

La linearità del ragionamento di don Miguel Ruiz rende tutto molto comprensibile ed accessibile. Non vi sono discorsi arzigogolati ed oscuri, né deviazioni del testo. L’autore arriva dritto al punto: “Per diventare Maestri dell’amore, bisgogna praticare l’amore”.

“L’arte dei rapporti è anch’essa una maestria, e l’unico modo di diventare maestri è attraverso la pratica. Si tratta quindi di agire, non di farsi dei concetti o di ottenere una conoscenza. Naturalmente, per poter agire, dobbiamo avere una certa conoscenza, o almeno una maggiore consapevolezza del modo in cui funzionano gli esseri umani”.

E questa “certa conoscenza” è stata condivisa proprio da don Miguel Ruiz, nagual del lignaggio dei Cavalieri dell’Acquila, esperto e custode dei potenti insegnamenti toltechi, insegnamenti che si sono sviluppati nel Messico meridionale, numerosi secoli fa.

“La padronanza dell’amore” è dunque anche un tentativo di restituire la conoscenza tolteca alla gente comune. Un’impresa che, peraltro, mostra come gli insegnamenti toltechi “trovano riscontro in tradizioni esoteriche di tutto il mondo”.

Se dovessimo radunare ad un tavolo i più eminenti filosofi, artisti e teologi, probabilmente sarebbero tutti d’accordo con il pensiero tolteco: “L’egoismo viene dalla povertà del cuore, dalla credenza che l’amore non sia abbondante”. In tale convegno ne converrebbe che “il prezzo di ciascuno di noi dipende”, non tanto da fattori esterni, ma “da quanto ciascuno di noi ama se stesso”.

Ma la filosofia dei Toltechi è la filosofia dei Maestri dell’amore, degli artisti dello spirito, ed i loro insegnamenti non sono destinati ad un’elite, ad un gruppo ristretto di persone, e “La padronanza dell’amore” ne è un esempio concreto.

Il libro è una guida accessibile a tutti, a chiunque abbia vissuto almeno una volta nella vita la paura dell’abbandono o del rifiuto, a chiunque abbia avvertito una grande discrepanza tra la sua immagine interiore e quella che ha cercato invano di proiettare all’esterno, a chiunque abbia creato un suo sistema di negazione con lo solo scopo di proteggere le ferite emotive.

“La padronanza dell’amore” è un libro capace di convincere il lettore che ognuno di noi può creare la propria vita con Amore, e che il nostro sogno, se lo vogliamo, diventa una vera e propria opera d’arte.

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